AVVENTO
Siamo nel pieno del tempo di Avvento.
Ogni domenica a messa consegneremo un adesivo che servirà a completare
la vetrata del nostro bellissimo calendario!
Il 12 Dicembre venite numerosi alla PREGHIERA DI TAIZE' alle ore 19.30


martedì 22 febbraio 2011

I RAGAZZI DELLA CRESIMA


Mancano ormai pochi giorni alla celebrazione della Cresima che si svolgerà domenica prossima 27 febbraio alle 15.30.
Saranno 62 ragazzi di I media più due giovani più grandi.

Come preparazione e incoraggiamento,
ecco l'immagine di copertina del libretto, scelto dal gruppo,

E' la "Colomba coi fiori" dipinta da Pablo Piccasso.
E' accompagnata dal testo di una canzone di un artista israeliano di origini palestinesi, Amal Murkus. E' una invocazione alla pace tra i popoli tornando alla medesima sorgente.

Una colomba bianca, con un fiore nel becco

e negli occhi un monito:

"Mai più sia versata

una goccia di sangue fra i popoli".

Volando alta, il battito delle sue ali

crea un disegno contro le nuvole;

"Se solo gli uomini aprissero gli occhi

e bevessero dalla stessa fonte,

essi si avvicinerebbero

e non conoscerebbero l'angoscia,

se si aprissero gli occhi degli uomini,

essi non conoscerebbero più la guerra".

Una colomba bianca, con un fiore nel becco.

lunedì 21 febbraio 2011

CONSIGLIO DELL'ORATORIO

Rinasce uno degli organismi più importanti per la vita del nostro oratorio.
E' il luogo dove si fa sintesi e ci si slancia in avanti per essere sempre più fedeli all'identità cristiana ed entusiasti nel progettare nuovi cammini di fede e di educazioni.
Il Consiglio ha gli "occhi di civetta", l'animale capace di vedere nella notte e cogliere il cammino da compiere.




Ecco il primo appuntamento con l'ordine del giorno.

Consiglio dell’Oratorio

Primo incontro

MERCOLEDI’ 23 FEBBRAIO 2011

Ore 21 – sala dell’Oratorio Femminile

In questa occasione, saranno trattati i seguenti argomenti:

  1. Presentazione dei componenti del Consiglio;
  2. Riflessione cos’è e cosa serve il Consiglio dell’Oratorio;
  3. Implicazioni pratiche: qualche scelta iniziale per avviare il lavoro;
  4. Prima panoramica sulle prospettive e problematiche del nostro oratorio;
  5. Varie ed eventuali.

giovedì 17 febbraio 2011

Ecco lo ZAINO GMG!!!!!

Il Papa ha già lo zaino della GMG!

papa-mochila2Lo scorso anno il Papa ha ricevuto il cappellino della GMG. Quest’anno è stata la volta di un altro degli elementi tipici di una GMG: lo zaino. Il Santo Padre è stato il primo a riceverlo dalle mani dell’Arcivescovo di Madrid, Cardinale Antonio María Rouco Varela.

Quando ormai mancano poco più di sei mesi all’apertura della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, si svela uno dei simboli della GMG. Lo zaino consegnato al Papa è un modello realizzato espressamente per questo incontro.

Contenuto dello zaino
Come è avvenuto nelle Giornate precedenti, lo zaino verrà consegnato a tutti i partecipanti che si iscriveranno. Dentro lo zaino, essi troveranno un rosario, il libro del pellegrino, la guida della GMG, il YouCat –catechismo preparato appositamente per i giovani adulti-, un abbonamento che permetterà loro di muoversi con il trasporto pubblico della città, un cappellino e un ventaglio.

Oltre a questa dotazione, gli iscritti avranno accesso agli eventi culturali della Giornata, entrate prioritarie per gli eventi principali della Giornata, così come un’assicurazione contro gli infortuni che li coprirà durante la loro permanenza alla GMG.

I partecipanti inoltre potranno collaborare affinché i loro coetanei dei paesi meno fortunati possano recarsi a Madrid e godere della Giornata; aggiungendo 10 € alla loro iscrizione aiuteranno coloro che volessero partecipare alla GMG, in modo che non perdano questa opportunità.

mercoledì 16 febbraio 2011

Erri De Luca: il mio Mosè spostò la montagna



In anteprima un'intervista al poeta e scrittore Erri De Luca - grande conoscitore della Scrittura - di cui uscirà a breve un libro sulla figura di Mosè "E disse" edito da Feltrinelli. De Luca descrive Mosè come il primo alpinista della storia.
L'intervista è stata rilasciata oggi al quotidiano Avvenire.

DI ALESSANDRO BOTTELLI
A
desso l’uomo getta lo sguardo altrove. Alleggeri­to, sembra misurare la di­stanza tra sé e l’orizzonte. Si gira. Inumidisce le labbra, forse troppo a lungo dimenticate dalla liturgica negligenza del bicchiere mezzo vuoto. Negli occhi – tranquilli camposanti dell’esperienza – gli passa di tanto in tanto un refolo fresco e spazioso, portato fin lì da qualche cima solo intravista e mai ve­ra­mente posseduta. Ha dimesti­chezza di scalatore, intimità con le salite che raschiano via il fiato. Va solitario, dove la voce lo conduce, aprendosi un passaggio per vie a­spre, impervie, non ancora battute né battezzate dal pianto o dal su­dore. Spesso modula la propria immaginazione a ridosso di pareti appartate, puri strapiombi in cui anche l’abilità della mente si fa più friabile. E a tratti, persino sdrucciolevole. Una nuvola sopra le nostre teste ingentilisce il cielo, senza troppi proclami. Tra me e Erri De Luca, quasi a stabilire lo stacco di un attraversamento, si specchiano le ultime bozze di E disse , in uscita da Feltrinelli la prossima settimana (pagine 96, euro 10,00). Appaiono visibilmen­te taciturne. Toniche. Tenaci. Pun­tato sulle pagine già da giorni di­venute familiari, il mio indice sen­timentale anticipa, in silenzio, la domanda d’inizio.
Che tipo di uomo è il 'tuo'
Mosè?
«È un salvato. L’unico che si sottrae allo sterminio delle nascite dei bambi­ni ebrei ordinato dal Fa­raone, preoccupato dall’incremento demo­grafico della minoranza ebraica residente in Egit­to. Mosè è l’unico scam­pato. E quindi in lui si condensa l’energia dei suoi coetanei, di tutte quel­le vite negate. È un ammi­nistratore delegato delle loro forze, che non
hanno avuto modo di manifestar­si. Ha dunque questa energia in e­subero, talmente sovrabbondante da fargli inciampare la lingua. In­fatti è balbuziente. E non per ridu­zione, ma per eccesso: balbetta per sovraccarico di forza che quel­la lingua deve esprimere. Lui è ne­cessariamente l’unica scelta della divinità. Non ce n’è un’altra».
Di quale carisma era dota­to Mosè, tanto da poter spostare un intero popolo radicato in Egitto da ven­tuno generazioni?

«Mosè era portatore della energia necessaria a libera­re e a uscire. Egli era capa­ce di reggere, con le sue pa­role, il compito che la divi­nità gli aveva affidato. Pa­role dotate di una forza di sradicamento, prima che di radicamento, tali da riusci­re a smuovere un’intera po­polazione – numerosa, or­mai, perché dall’Egitto si spostano più di un milione e mezzo di vite – da quella lunghissima residenza.
Quegli individui sono a tut­ti gli effetti dei cittadini egi­ziani, anche se apparte­nenti a una minoranza. E la notizia che li convince è proprio la promessa di una 'terra che ha mestruo di latte e miele'. Di questo si tratta, non di una terra che stilla, gocciola o traspira latte e miele, ma che ha il verbo delle mestruazioni femminili. Una notizia spuntata in bocca alla divi­nità, e quindi, sulle labbra di Mosè. Quel verbo rac­conta che la terra futura a­vrà la stessa fertilità della donna ebrea. Fertilità leggendaria, prorom­pente, tale da spaven­tare
addirittura il Faraone.
Entrato in Egitto in settanta unità maschili, il popolo di Israele riparte immensa­mente moltiplicato. Allora la divinità adopera la forza di generare della donna e­brea
per raccontare la ter­ra promessa. Latte e mie­le non sono poi sempli­cemente gli ingredienti della prima colazione, ma una formula per dire che il luogo sarà adatto sia all’agri­coltura sia alla pa­storizia.
Il latte simboleggia la terra, dove viene allevato il bestia­me, e il miele, invece, l’impollina­zione delle piante, la possibilità di coltivare alberi da frutto e svilup­pare l’agricoltura. È una regione che quindi tiene insieme i mestieri di Abele e di Caino, in cui entram­bi potranno trovare convivenza».
Mosè è uno abituato alle salite in solitudine: «Andava per desiderio
di staccarsi dal campo, dalle voci, saliva per allontanamento». Che cosa va cercando un uomo lonta­no dagli altri?
«Va cercando una distanza. E se la procura. I pastori, in genere, sono dei solitari per mestiere. Magari, anche per vocazione. Davide, ad esempio, è un pastore per voca­zione. Gli piace, quella solitudine.
In mezzo ai silenzi ha sviluppato le sue doti: una mira infallibile e l’invenzione musicale. È lui, infat­ti, il primo cantautore della storia sacra, colui che scrive e canta la gran parte dei salmi. Li inventa, per tenersi compagnia dentro la solitudine dei pascoli lontani. Allo
stesso modo, possiamo definire Mosè il primo alpinista della sto­ria. Uno abituato a salire sui mon­ti. Sul Sinai/Hòrev – che vuol dire anche 'siccità', perché un nome solo non basta per una località co­sì importante – sale tre volte. La prima, addirittura scalzo, quando la divinità gli chiede di scavarsi i sandali su quel suolo. E le altre due per la doppia serie di tavole della legge. Poi ac­compagna suo fratello a morire sul monte Cor. E lui stesso muore da alpinista sul monte Nebo, oltre il Giordano. È là sopra che la divinità gli fa vedere la ter­ra nella quale non entrerà.
Proprio per la sua biogra­fia, possiamo dunque af­fermare che Mosè ci sa sta­re in montagna. E ci sa an­dare
anche da solo».
«Non desiderare la roba d’altri». In passato, sei mai stato punto dall’invidia?

«No. È un sentimento che non ha attecchito e con me non ha funzionato. Al con­trario, provo spesso un sentimento di ammirazio­ne. Sono contento di am­mirare una cosa che mi e­sprime meraviglia e mi sor­prende. Però non voglio prendere il posto dell’am­mirato. L’invidioso invece si crede autorizzato a so­stituirsi alla persona o alla cosa invidiata. No, no, per me l’invidia è transitiva.
L’ammirazione è intransi­tiva. E io ne sono capace, ma certo non farei il viag­gio per andare a occupare il posto di un altro. Mi ten­go quello che ho, anche perché il mio non l’ha vo­luto nessuno».

Tra i dieci comandamenti scolpiti nella roccia a bussola de­gli uomini, ce n’è qualcuno con cui hai avuto spesso a che fare?

«'Dai peso a tuo padre e a tua ma­dre'. Ho avuto la fortuna di averli vicini a lungo, quindi sono affezio­nato a quel comandamento».

Però non è stato sempre così: da ragazzo te ne sei andato di casa…

«Sì, sono uscito. Mi sono allonta­nato da loro e poi li ho ritrovati più in là, più avanti nel tempo».

E ritrovandoli, cos’hai scoperto dei tuoi genitori?

«Che mi avevano sempre seguito, anche da lontano. Non mi aveva­no mai dato per disperso. Né si e­rano rassegnati alla mia distanza».

martedì 15 febbraio 2011

ANTEPRIMA INCREDIBILE: il gadget per la quaresima 2011

Puzzle della carità
Per vivere giorno per giorno la Quaresima

Sarà un puzzle il gadget della Quaresima 2011 in oratorio. 42 pezzi formeranno l’immagine più alta che possiamo offrire ai ragazzi, quella del Crocifisso! Per formare la Croce i ragazzi dovranno impegnarsi, giorno dopo giorno, a vivere la carità secondo l’insegnamento che Gesù stesso propone ai suoi discepoli nel «discorso della montagna», a partire dalle Beatitudini, nel vangeli delle domeniche di Quaresima e nella parabola del Buon Samaritano.

Gli impegni saranno tutti presentati su un tabellone che verrà consegnato ai ragazzi all’inizio della Quaresima. Ogni domenica di Quaresima ai ragazzi saranno consegnati 7 pezzi del puzzle adesivi corrispondenti agli impegni della settimana (uno al giorno).

Sul tabellone saranno segnati i 42 impegni delle 6 settimane di Quaresima (compresa la Settimana santa, sino a Pasqua) – ciascuno dentro le sagome dei tasselli del puzzle – e le indicazioni per la preghiera della sera dei ragazzi – insieme ai genitori – e il loro esame di coscienza serale.

Ogni sera i ragazzi dovranno scoprire quale sarà l’impegno del giorno successivo cercandolo sul tabellone fra tutti: si farà aiutare dalla forma della tessera del puzzle del giorno dopo (che corrisponderà alla sagoma unica sul tabellone) e soprattutto dal brano del «discorso della montagna» che si troverà sul retro del tassello (l’impegno sarà relativo al brano e richiederà che quel “pezzo” di vangelo sia messo in pratica tramite quell’azione precisa che viene chiesta per quel giorno).

La sera dello stesso giorno il ragazzo, dopo l’esame di coscienza che sarà anche una verifica del compito assunto, applicherà la tessera del puzzle al tabellone (costruendo giorno per giorno un’immagine che nel Crocifisso “nasconde” anche una serie di azioni da imitare, quelle del buon samaritano!).

Per formare il puzzle ciascuno staccherà la pellicola adesiva e farà aderire il puzzle alla sagoma identica sul tabellone, facendo attenzione che tutto combaci (perché anche gli altri pezzi si incastrino ad arte).

L’adesione della tessera al tabellone ha anche un valore simbolico perché, se ciascuno ha compiuto l’impegno richiesto, ha fatto in modo che la sua vita abbia aderito al vangelo, cioè che la carità e lo stile di vita quotidiani abbiano corrisposto in quel giorno a quello che il vangelo ci ha “chiesto” di fare.

venerdì 11 febbraio 2011

NOTIZIE DA TAIZE'

Taizé: nel freddo invernale è iniziato un nuovo anno di incontri

Inizio di febbraio, i giovani che aiutano l’organizzazione degli incontri di Taizé hanno avuto la possibilità di approfondire insieme i tre temi della Lettera dal Cile: gioia, compassione e perdono. Dopo un’introduzione tenuta da un fratello, i piccoli gruppi hanno permesso a ciascuno di condividere con gli altri e proseguire una riflessione personale.

Benché l’inverno persista sulla collina, il numero di giovani, settimana dopo settimana, non cessa di aumentare. Alcuni liceali e studenti belgi, dei giovani polacchi e cechi erano presenti in queste ultime settimane. Di passaggio, un sacerdote di New York originario del Kerala ha animato un incontro a tema sui cristiani in questa regione a sud dell’India, evidenziando le origini multiculturali sia della lingua a che della musica liturgica.

Durante l’ultima settima settimana di gennaio ha avuto luogo l’annuale consiglio dei fratelli. È terminato con una preghiera comune nel corso della quale i fratelli impegnati per la vita hanno rinnovato la loro professione prostrandosi a terra per esprimere la loro offerta a Dio. Numerose persone dalla regione sono venute per l’occasione. Fr. Alois, ha pregato con queste parole: “In questo tempo in cui, per molti attraverso il mondo, le inquietudini per l’avvenire si fanno più forti, e in cui la Chiesa è fortemente scossa, tu ci apri una via: quella di approfondire una vita contemplativa. Così saremo sempre più fratelli di coloro che ci sono affidati da Dio”.

E a gennaio, le suore di S. Andrea che collaborano all’accoglienza a Taizé da più di 40 anni hanno eletto la loro nuova superiora generale presso Ramegnies-Chin, in Belgio: a Sr. Dinorah succede Sr. Agnes che ha vissuto a Taizé molti anni ed ha partecipato all’accoglienza dei giovani.

Frère Pierre-Etienne (1922-2011)

Il 19 gennaio, frère Pierre-Etienne è deceduto all’età di 88 anni. Malato da diversi anni, era stato recentemente ricoverato in ospedale. Il poter rientrare alla casa il 18 gennaio è stata per lui l’ultima gioia, e attorniato dai fratelli è morto nel sonno l’indomani mattina. Nato a Lione, ha frequentato gli studi secondari a Grenoble e in seguito ha studiato teologia presso la facoltà protestante di Montpellier. È stato consacrato pastore per la Chiesa Riformata di Francia nel 1952, e gli fu affidata una parrocchia in Algeria. In seguito è diventato fratello di Taizé ed è rimasto per un certo tempo in Algeria, dove alcuni fratelli della comunità già vivevano. Ha acquisito una buona conoscenza dell’Islam, ha lavorato presso il laboratorio di incisione della comunità per anni in cui ha creato dei pezzi molto belli. Uomo di grande cultura, è stato poeta ed ha collaborato alla nuova edizione del libro degli inni del protestantesimo francese: “ I nostri cuori ti cantino”. Ha pubblicato numerose poesie.

Testo biblico commentato: Vincere il male attraverso il bene

Paolo scrisse: “Benedite coloro che vi perseguitano; benedite e non maledite. Gioite con coloro che gioiscono e piangete con coloro che piangono; abbiate gli stessi sentimenti gli uni verso gli altri…” (Romani 12, 14-21)

Nell’epistola ai Romani, l’apostolo Paolo fa suo uno degli insegnamenti più celebri di Gesù, l’amore ai nemici (cfr. Mt 5,43; Lc 6,27) . Proprio come Gesù, Paolo chiede un’attitudine di benevolenza verso tutti, attitudine che giunge fino al voler bene a coloro che non ce ne vogliono: “Benedite coloro che vi perseguitano” (v.14)

Questa benevolenza si traduce attraverso la comunione con le gioie e le tristezze degli altri: “Gioite con coloro che sono nella gioia…” (v.15)

Cile: il pellegrinaggio di fiducia continua…

Gli 8000 giovani, per la maggior parte dei paesi Latino americani, dell’America del Nord ma anche dell’Europa, che hanno partecipato all’incontro di Santiago del Cile sono ripartiti con una domanda: come continuare a vivere nelle nostre vite quotidiane ciò che abbiamo compreso del Vangelo attraverso questa tappa del pellegrinaggio di fiducia?

A fine febbraio due fratelli della comunità ritorneranno in Cile. Come durante la preparazione dell’incontro, abiteranno in un quartiere di Santiago. Condivideranno la loro vita con i poveri, avranno una preghiera comune tre volte al giorno. Con alcuni giovani della capitale e delle diverse regioni del paese cercheranno come continuare il pellegrinaggio di fiducia. Due incontri di preghiera e di riflessioni sono stati fissati: il 4 ed il 12 marzo…

Incontro di Rotterdam: «La festa è finita, ma l’eredità resta.»

Domenica 16 gennaio, più di mille persone si sono riunite nella Laurenskerk, la più grande chiesa di Rotterdam, per una preghiera di ringraziamento per il pellegrinaggio di fiducia nei Paesi bassi. La gioia e la gratitudine per questo bell’incontro europeo era ben visibile sui volti dei partecipanti. I fratelli hanno ringraziato per la loro collaborazione le autorità, le chiese e tutti coloro che hanno aiutato a preparare questo avvenimento, come le migliaia di famiglie che hanno accolto i partecipanti nelle loro case. Un ricordo particolare è stato fatto al locale “stuurgroep”, che ha aiutato i fratelli nell’organizzazione centrale dell’incontro. La presenza di trentamila giovani a Rotterdam per cinque giorni ha lasciato dei semi di fiducia, e anche di gioia di compassione e di perdono: le tre parole che erano scritte a grandi caratteri nello Sportpaleis de Ahoy e che riassumono la Lettera dal Cile. Ciascuno è stato invitato ad essere responsabile di questi semi e continuare il pellegrinaggio di fiducia nella vita quotidiana, a livello personale, famigliare ed ecclesiale…

Agenda

Febbraio 2011: un fratello si recherà in Portogallo

A febbraio 2010, un incontro di giovani ha radunato più di seimila partecipanti nella città di Porto, per una tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra. Questo pellegrinaggio alle sorgenti della gioia ha donato uno slancio ai giovani venuti da una trentina di parrocchie di accoglienza, che in seguito hanno sviluppato a livello locale un gran numero d’iniziative di preghiera e condivisione. Per celebrare il primo anniversario di quest’incontro, avrà luogo una preghiera il 19 febbraio nella chiesa della Trinità, la più grande della città.

Francia: Due avvenimenti a Parigi

Chiesa di s. Eustachio, Parigi, venerdì 11 marzo 2011
Alle 20h00 veglia di riconciliazione intitolata “Nel cuore di Parigi, il tempo del perdono”, su invito della chiesa S.Eustachio-Les Halles

Alle 20h00, preghiera con i canti di Taizé nel contesto del “Cortile dei Gentili”, un’iniziativa destinata a favorire gli scambi e il dialogo tra i credenti e i non credenti con il patrocinio del Cardinale Gianfranco Ravasi.

Il 25 sera davanti a Notre Dame , ci sarà una festa aperta a tutti, in particolare ai giovani, intitolata “Nel cortile dello sconosciuto”: creazioni artistiche, musicali, scenografiche, luci teatro e riflessione.

Contemporaneamente la cattedrale parigina sarà aperta per una veglia di preghiera e riflessione alla presenza di fr. Alois. Per coloro che vengono da lontano ci sarà la possibilità di essere alloggiati a Parigi per una notte.

Svizzera: incontro a Lucerna, giovedì 17 marzo 2011

Alle 18h15, fr. Alois donerà presso la chiesa dei gesuiti una conferenza sul tema: “La passione per l’unità del corpo di Cristo”.

In seguito, alle 19h45 ci sarà una preghiera nella stessa chiesa.

Pellegrinaggio di fiducia a Vienna: 18 e 19 marzo 2011

Fr. Alois e altri fratelli saranno a Vienna, in Austria, nel marzo 2011 per una preghiera della sera ed un incontro di giovani nel contesto del pellegrinaggio di fiducia.

Venerdì 18 marzo 2011, una preghiera seguita dall’adorazione della croce avrà luogo presso la Konzilsgedächtniskirche, chiesa parrocchiale di Vienna-Lainz. Questa preghiera, che è anche una veglia spirituale per i partecipanti al simposio sul Cardinale König, è aperta a tutti. La prepareranno i giovani di Vienna e del vicinato.

Sabato 19 marzo sarà una giornata per i giovani e i giovani adulti dai 14 ai 29 anni: “Andare alle sorgenti della fede”, con preghiere, introduzioni bibliche, una condivisione in piccoli gruppi e diversi incontri a tema nelle parrocchie del decanato.

I giovani dei paesi vicini, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca potranno passare la notte del venerdì in un semplice alloggio a Vienna.

In America del Nord

Un fratello sarà in Canada nel marzo-aprile 2011. Il martedì 29 marzo, parteciperà a una preghiera presso l’Università De Paul a Chicago.

Video con frère Roger: «La benevolenza costruisce in voi»

Per sottolineare i 70 anni di Taizé ed i 5 dalla morte di fr. Roger, un estratto di un’intervista inedita con frère Roger è messo in linea all’inizio di ogni mese a partire da Pasqua 2011. La serie continua nel 2011 con una nuova intervista: “La benevolenza costruisce in voi”.

Preghiera

Gesù Cristo, il tuo Vangelo ci apre alla passione del perdono. E quando ci intratteniamo davanti a te, restituendoti le nostre vite e quelle degli altri, l’umile preghiera ci conduce alla fiducia della fede.

giovedì 10 febbraio 2011

GMG: svelato il contenuto della SACCA DEL PELLEGRINO italiana


Una delle DOMANDE più PRESSANTI prima di una GMG è: "Cosa ci sarà nella sacca del pellegrino???" e "come sarà fatto lo zainetto?" e "il cappello???". Ecco svelato in anteprima il contenuto della sacca degli italiani e la fattura del cappello... in attesa di conoscere invece lo forma, i colori e il contenuto dello zainetto internazionale!

La doppia vita della sacca del pellegrino

Non dire Gmg se non l’hai nel sacco! Sì, perché lo zaino è diventato uno dei simboli dei grandi raduni giovanili. Per il significato che ha nell’immediato, quale contenitore di oggetti utili nei giorni dell’incontro, per quello che assume una volta tornati a casa, in quanto «souvenir» che fa rivivere ricordi ed emozioni. Per il senso metaforico che ogni giovane gli dà, riempiendolo di attese, speranze, dubbi e domande. Senza tralasciare che quella è la «borsa del pellegrino», perché la Gmg è prima di tutto un pellegrinaggio, un viaggio missionario.
Anche quest’anno i ragazzi italiani saranno riconoscibili per la loro sacca, una «shopper» di cotone tricolore. «Abbiamo scelto un modello semplice con l’idea che possa essere riutilizzato, soprattutto ora che le buste di plastica per la spesa sono state messe al bando», spiega don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg).
Del resto, l’educazione alla salvaguardia del Creato passa per piccoli gesti come questo o come quello di recuperare il telo di plastica riciclata che servirà per adagiarvi il sacco a pelo la notte del 20 agosto, quando i giovani dormiranno all’aperto prima di celebrare la messa conclusiva con il Papa ai «Cuatro Vientos». «L’invito è a non abbandonarlo sulla spianata, ma a portarlo con sé, ripulirlo e usarlo di nuovo», dice don Anselmi. Se come è tradizione, nella borsa del pellegrino ci sarà la bandiera italiana, la novità consiste in un pezzo di stoffa (120 x 140) dato in dotazione con l’obiettivo di stimolare la creatività e l’abilità dei ragazzi. Largo alla fantasia, dunque, e un semplice drappo potrà diventare una bandana, una camicia o un pantalone. «Da una parte vogliamo che ciascuno usi le proprie mani e dall’altra pensiamo che si possano coinvolgere mamme, zie e nonne nel confezionamento di qualcosa di originale», sottolinea il responsabile del Snpg secondo il quale è possibile trascinare «in questa avventura anche tante signore della parrocchia che sanno cucire e che spesso si danno da fare per le missioni». «Poiché stavolta i missionari sono i ragazzi – aggiunge – sarebbe bello aiutarli a trasformare un pezzo di stoffa in un oggetto da portare a Madrid». E missionario sarà il rosario che gli iscritti alla Gmg troveranno nella sacca: una coroncina a cinque colori che richiama i cinque continenti e il culto della Madonna che caratterizza ogni Gmg. «La Spagna ha una forte devozione mariana tanto che la patrona della nazione è proprio la Vergine», ricorda don Anselmi osservando che «sarebbe bello che i ragazzi italiani portassero lì la loro devozione a Maria».
Nella borsa non mancheranno né la penna né il vademecum con informazioni e curiosità. E nemmeno il cappello, ormai un cult, che da Colonia (quello di Madrid avrà però la falda più larga e all’interno avrà stampato lo stesso motivo del pezzo di stoffa) contraddistingue il gruppo proveniente dalla Penisola: un segno della continuità con le altre Gmg e un modo colorato per esprimere la comunione ecclesiale. «Non ci sarà invece la radiolina utile per le traduzioni», annuncia il responsabile del Snpg che invita a portarla da casa. Semplicità, missionarietà e sensibilità ecologica sono dunque le caratteristiche della «shopper» confezionata con materiali di qualità prodotti in Cina e India da aziende che seguono criteri etici.
«L’assemblaggio delle borse avverrà presso la struttura carceraria di Verona. Dal 2005, anno della Gmg di Colonia, infatti, abbiamo promosso e avviato un progetto di riabilitazione e lavoro per i detenuti», spiega Vito Zorzi, referente della ditta Airone per i rapporti con il Snpg. Perché la «borsa del pellegrino» è anche solidale.

mercoledì 9 febbraio 2011

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE 2011


Cattedrali e Santuari di Francia

28 aprile/4 maggio

28 aprile (giovedì) – Alle ore 6.00 ritrovo in piazza Damiano Chiesa, davanti alla chiesa di Sant’Ildefonso, sistemazione in pullman e partenza. Ingresso in Francia attraverso il Frejus, arrivo a Lione per il pranzo. Nel pomeriggio escursione ad Ars-sur-Formans, località resa famosa da Jean-Baptiste-Marie Vianney, curato del villaggio, canonizzato nel 1959. Celebrazione Eucaristica nella Basilica che ospita la tomba del Santo. Rientro a Lione, cena e pernottamento.

29 aprile (venerdì) – Prima colazione e visita con guida della città, il cui centro è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’ umanità. Il monumento più importante è la Cattedrale, dedicata a St. Jean. Al termine, partenza per Bourg-en-Bresse, breve visita: a ricordare la dominazione sabauda resta la chiesa di Brou, tra le massime espressioni dell’architettura gotico-fiammeggiante. La chiesa, costruita in soli 25 anni, non fu mai consacrata. Pranzo in ristorante e nel pomeriggio partenza per Nevers, visita del convento di St. Gildard, che ospita le spoglie di Santa Bernadette Soubirous. S.Messa. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

30 aprile (sabato) – Prima colazione. Partenza per Bourges, con guida visita della Cattedrale, dedicata a Saint Etienne, una delle più alte creazioni del gotico francese. Celebrazione Eucaristica. Pranzo in ristorante e nel pomeriggio partenza per Chartres, breve visita della città, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

1 maggio (domenica) – Prima colazione, quindi visita con guida della Cattedrale di Notre Dame, in stile gotico omogeneo e purissimo, le cui vetrate sono considerate le più belle di Francia. Partenza per Rouen, pranzo in ristorante, tempo libero. Proseguimento per Lisieux, visita del Santuario dedicato a Teresa del Bambin Gesù, entrata giovanissima nel convento delle Carmelitane e deceduta a 24 anni a causa di una malattia incurabile. Celebrazione Eucaristica. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

2 maggio (lunedì) – Prima colazione, S. Messa, termine delle visite a Lisieux e partenza per le Mont-St.Michel, pranzo. Nel pomeriggio, con guida, visita del complesso abbaziale, sorto su un isolotto, indicato, secondo la tradizione, dall’Arcangelo Michele. Terrazze, corridoi, scalinate, ambienti disposti su differenti livelli compongono uno straordinario complesso, cresciuto e modificato nei secoli. Cena e pernottamento in hotel.

3 maggio (martedì) – Prima colazione e partenza al mattino presto per Chenonceaux, che si raggiunge per la S.Messa ed il pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Paray-le-Monial, ove si giunge per cena e pernottamento.

4 maggio (mercoledì) – Prima colazione e visita alla Basilica del Sacro Cuore, costruita nelle forme del romanico borgognone, S.Messa. Partenza per Annecy, pranzo in ristorante e nel pomeriggio, dopo una breve visita della cittadina, partenza per l’Italia. Arrivo in serata a Milano.

QUOTA A PERSONA EURO 1.030,00 (minimo 45 partecipanti)

comprendente:

· Viaggio in pullman gran turismo

· Trattamento di pensione completa (bevande escluse) dal pranzo del 28 aprile al pranzo del 4 maggio, sistemazione in hotels 3 stelle

· Visite con guida (eventuali ingressi esclusi) a Lione, Bourges, Chartres, Mont St. Michel

· Assistenza di un incaricato: la signora Adriana Bulloni

· Abbonamento sanitario ed Assicurazione bagaglio

· Mance per alberghi e ristoranti

Supplemento camera singola Euro 240,00

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………....

Le iscrizioni si ricevono (fino ad esaurimento posti) in ufficio parrocchiale da lunedì 7 febbraio dalle ore 16 alle ore 18,30 versando la cifra di 1.000,00 euro più eventuale quota per camera singola; alla partenza si verserà il saldo di 30,00 euro. Per eventuali ritiri entro il 28 marzo si riavrà la quota completa, per periodi inferiori ad un mese dalla partenza si concorderà con l’agenzia. Il posto in pullman verrà assegnato secondo l’ordine di iscrizione. Si ricorda di essere in possesso di un documento valido per l’espatrio.

domenica 6 febbraio 2011

INCONTRO PER LA GMG


Giovedì 10 febbraio 2011
ore 21 - Oratorio Femminile

INCONTRO PER GLI ISCRITTI ALLA GMG DI MADRID

Eccoci finalmente cari pellegrini verso la GMG di MADRID!
Siamo l'esercito dei 36 di s. Ildefonso (in tutto 65 del decanato) che partiranno il prossimo 16 agosto e incontreranno altri 2milioni di giovani! E il Papa!
Ci troviamo noi di s. Ildefonso per guardarci in faccia, fare il punto sulla preparazione e mettere giù un programma di auto-finaziamento per abbattere i costi...
Vi aspetto
don Alberto

PS PER CHI NON SI E' ISCRITTO: E' possibile ancora iscriversi alla Gmg, ma non al volo aereo perché pieno. Per info contattatemi!

venerdì 4 febbraio 2011

NUOVE FOTO dei LAVORI all'ORATORIO MASCHILE


Ecco nuove immagini dell'avanzamento lavori di scavo per creare il vano dove sarà collocata la nuova ascensore per accedere agilmente agli ambienti dell'oratorio maschile e il cinema.




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giovedì 3 febbraio 2011

FRATERNAMENTE di Febbraio

Anche quest’anno nella seconda parte del mese di gennaio abbiamo celebrato due importanti eventi di Chiesa: l’Ottavario di preghiera per l’Unità dei cristiani e la Settimana della Comunità che dalla festa di S. Ildefonso, ci ha portato alla festa della Santa Famiglia.

In ambedue le occasioni ci siamo fermati a riflettere sul tema del nostro essere Chiesa sia come dono, sia come impegno di vita e insieme abbiamo scoperto ancora una volta che l’essere Chiesa vuol dire diventare segno e manifestazione del volto di Dio nel mondo.

La Chiesa, sia quella universale sia quella parrocchiale, non è chiamata a mostrare se stessa, ma a rendere presente e manifestare il Mistero di Dio nella storia.

E’ importante essere attenti a questo aspetto, perché non è una sottolineatura marginale, anzi è essenziale; troppo spesso si cade nella trappola di confondere il mezzo con il fine!

La Chiesa è lo strumento nel quale il Regno di Dio ha inizio in questa storia e il luogo nel quale si rende visibile e si manifesta l’amore grande di Dio per ogni uomo. Essenziale quindi è cogliere la grandezza del progetto di salvezza di Dio per ogni uomo e il suo desiderio di incontrare ciascuna persona per salvarla.

Facendo riferimento al brano di vangelo che abbiamo meditato nella festa di S. Ildefonso, (Luca capitolo 9, versetti dal 10 al 17), il brano della moltiplicazione dei pani e di pesci, scopriamo in alcuni versetti atteggiamenti e parole di Gesù che diventano elementi fondanti del nostro essere Chiesa e che voglio anche qui ricordare.

Innanzitutto all’inizio di questo brano l’evangelista Luca rileva una parola di Gesù molto significativa per il nostro essere chiesa: “Il Signore Gesù prese i discepoli con se e si ritirò in disparte”, questa parola dice il desiderio di Gesù che i suoi amici stiano con lui, in sua compagnia per ascoltarsi, per conoscersi, per dialogare, per realizzare un rapporto vitale per la fede del discepolo. La Comunità Cristiana è dunque innanzitutto un’esperienza forte di incontro tra il Signore e i suoi amici, i discepoli, per stare insieme e realizzare un’esperienza di comunione.

Certo nello stesso brano, ai versetti successivi, si ricorda che “le folle cercano il Signore e lo seguono e lo trovano” e Gesù ascolta anche le folle ed accoglie i loro bisogni esprimendo così il volto misericordioso di Dio che è un Padre attento ai suoi figli.

Ma Gesù non opera da solo, anzi, coinvolge i suoi discepoli nell’esperienza della missione ed insegna a donare loro stessi: “date loro voi stessi da mangiare”; la Comunità, riunita in Gesù e guidata da lui, fa esperienza di missione, di dono, di servizio.

Nel brano di Luca Gesù si manifesta attraverso il segno della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci: il nostro poco donato a Lui basta per tutti ed avanza. L’allusione all’Eucaristia è chiarissima! La Comunità cristiana trova il suo centro nell’Eucaristia, incontra il suo Signore, partecipa del suo Amore e diviene essa stesso dono per i fratelli.

La Chiesa ha un unico riferimento in Cristo, Parola e Pane di vita, per andare incontro al grido dei fratelli più poveri, quelli che non hanno ancora incontrato la salvezza.

Diventiamo, anche noi di S. Ildefonso, una Comunità Eucaristica!

Il vostro parroco Don Antonio